martedì 7 aprile 2009

PEDALATA LUNGO IL VOMANO


Pubblicate le foto della pedalata lungo le sponde del Vomano del 5 aprile 2009. Si tratta di una ciclabile già esistente, da chiudere alle auto e valorizzare con cartellonistica e un po' di ghiaia in corrispondenza di alcune buche.
Lungo il percorso, oltre al pregio naturalistico, sono presenti laghetti per la pesca, un campo per aeromodellismo e molte altre possibilità per il tempo libero.
FOTO di Lucio de Marcellis e FOTO di Massimo Fiamma

mercoledì 18 marzo 2009

Rotonda del Salinello: snodo per le future ciclabile


Legambiente Giulianova ha chiesto e ottenuto un incontro presso l’ufficio LLPP del Comune di Tortoreto per visionare il progetto esecutivo della rotatoria in costruzione tra la SP8 e la SS16. L’esecutivo ha conservato l’impostazione “ciclabile” che ha caratterizzato l’opera fon dalla fase preliminare, nel pieno rispetto del D.lgs. 366/98 che impone corsie ciclabili per tutte le nuove infrastrutture stradali e per tutte quelle in manutenzione straordinaria. È previsto pertanto un anello ciclabile esterno su tutto il perimetro (in rosso nell'immagine).

Un aspetto particolarmente qualificante è l’innesto predisposto per future ciclabili in tutte le direzioni che irradiano dalla rotonda.

Verso Tortoreto è prevista una ciclabile nella fascia tra SS16 e ferrovia, che confluirà nel sottopasso di v. Napoli che conduce al lungomare, collegandosi così al Corridoio Verde Adriatico.

Verso la SP8 sarà possibile proseguire con ciclabili su uno o entrambi i lati, complanari alla strada; in tal modo si potrebbe raggiungere con poca spesa l’Acquapark Onda Blu, punto di attrazione turistica, e la zona industriale, così da incoraggiare la bici anche nei collegamenti casa-lavoro.

Infine l’ANAS avrebbe previsto la possibilità di allargare il ponte della SS16 per realizzarvi ciclabili su entrambi i lati. A tal proposito un’alternativa economica e pratica sarebbe una doppia corsie a sbalzo su mensole in acciaio, con assito leggero in legno, su entrambi i lati. Dal punto di vista amministrativo potrebbe esserci un accorso tra i comuni di Giulianova e Tortoreto, che il ponte unisce, per realizzare insieme i lavori. L’opera avrebbe grande importanza in vista di un possibile percorso ciclabile che risalga il Salinello sulla sponda sud.




martedì 10 marzo 2009

Lungofiume ciclabili: interesse dei sindaci nell’area Montesilvano-Pineto

La goccia scava la roccia: sembrerebbe proprio così, poichè col susseguirsi dei forum del Coordinamento Ciclabili Abruzzo Teramano, e a seguito della massiccia partecipazione di amministratori, è ormai al centro della programmazione territoriale iltema delle ciclabili nelle valli fluviali. Lo dimostra la notizia dell’incontro tra gli amministratori dell'area Montesilvano-Pineto, che hanno individuate tra le priorità per l’utilizzo dei fondi FAS proprio queste infrastrutture “leggere”.

Link all’articolo

lunedì 9 marzo 2009

Ciclabile del Salinello: un’alternativa sulla sponda sud

Finora per la ciclabile del Salinello sono state prese in considerazione due alternative, la SP8 e un percorso dedicato sul’argine nord, con relativi vantaggi e svantaggi.
Una terza ipotesi è la sponda sud, che interessa i comuni d Giulianova (circa 1km), Mosciano (3km) e S. Omero, già suggerita da Legambiente Tortoreto.
Si riporta il link con le foto del sopralluogo, che parte dal lungomare nord di Giulianova, prosegue per un breve tratto di SS16 e poi risale la vallata fino al bivio per ctr. Salino (per il ritorno ci sono le foto col percorso tra la ferrovia e il mare sulla sponda giuliese).
Si tratta di una strada già esistente, asfaltata, con limite a 30kmh, con pochissime abitazioni e ancor meno traffico –tra andata e ritorno abbiamo incontrato solo 3 auto, oltre a una decina di bici e qualche fondista.
Inoltre al bivio per Salino c’è un maneggio, e risalendo la collina verso sud c’è la Fattoria Cerreto, notissimo maneggio e ristorante.
Con pochissima spesa e per la gioia anche dei residenti si potrebbe chiudere la strada al traffico con delle sbarre, riservando il passaggio ai residenti –che avrebbero le chiavi-, strada che è comunque possibile aprire in caso di emergenza. Si tratterebbe di una “green way” con traffico motorizzato ridottissimo –pochissime auto e qualche trattore-, resa sicura da opportuni dossi e segnaletica orizzontale e verticale, adattissima al cicloturismo, al trekking a cavallo, al fondo, e una possibilità per i residenti di ctr. Salino di rompere l’assedio del traffico motorizzato con un collegamento sicuro e gradevole con la costa.

domenica 8 marzo 2009

Castelnuovo Vomano: 4° Forum "+Bici - SUV"

Si terrà sabato 4 aprile a Castelnuovo Vomano il 4° forum “bici – SUV”, che prosegue il percorso iniziato con il forum di Giulianova a novembre, seguito dall'appuntamento teramano di dicembre e quello di Notaresco dello scorso 7 febbraio.
Il giorno dopo, domenica, seguirà la consueta biciclettata, stavolta sul percorso lungofiume Castelnuovo-Scerne, una strada bianca di ben 20km -ma non saranno necessariamente percorsi tutti- adattissima a diventare ciclabile.
Link al programma della manifestazione
Inoltre il Coordinamento Ciclabile Abruzzo Teramano, di cui “Salinello Ciclabie” è filiazione diretta, è anche su facebook, un canale in più per farsi conoscere, contattare nuove persone e aprire canali di dibattito (curato da Raffaele Di Marcello): link al coordinamneto su facebook

sabato 7 marzo 2009

Ciclabile Ascoli-Mare: si concretizza la ciclabile a basso costo

Sono incoraggianti le notizie che ci giungono dalla valle del Tronto per la realizzazione della ciclabile Ascoli-mare.
Già diversi anni fa il comune di Spinetoli realizzò un primo troncone di ben 4km semplicemente chiudendo a traffico e sistemando una strada bianca parallela al fiume, un perfetto esempio di opera a basso costo e alta efficacia. Tutto l'entroterra è infatti percorso da una fitta rete di strade bianche adattissime come ciclopedonali, purché le si renda sicure con sbarre che ne impediscano l'accesso alle auto e soprattutto ai pericolosissimi fuoristrada o SUV, i cui “piloti” si esaltano in velocità sugli sterrati.
Nel frattempo il percorso si è esteso a monte fino a Colli del Tronto, e la notizia del giorno è che prendono avvio i lavori anche per il tratto di Centobuchi, oltre 2km con appena 115.000€! In tempi di grave crisi economica opere del genere permettono di creale lavoro per le imprese, accrescere l'attrattiva turistica e offrire alternative di mobilità sostenibile ed economica per le tasche dei cittadini rispetto all'auto, il tutto con minima spesa pubblica.
Link alla notizia su adb Ascoli

lunedì 2 marzo 2009

Il Sole 24: la bici fa tendenza tra manager e imprenditori

In un recente articolo del Sole 24, autorevole e principale testata economico-finanziaria italiana, si descrive l'esplosivo fenomeno della diffusione della bici nel mondo dell'impresa e della finanza: imprenditori e agenti di borsa che a Milano vanno al lavoro in bici, grandi gruppi come Google e Ikea che regalano bici ai dipendenti per utilizzarle nei percorsi casa-lavoro.
Infine si parla della presenza sempre più massiccia di queste categorie ai "critical mass", raduni ciclistici apparentemente casuali, nati come "uso sovversivo della bicicletta" nel '92 a San Francisco. Curioso come la bici, già oggetto di culto in ambienti di sinistra e anarchici -il "cavallo" dei proletari- ora faccia tendenza anche in business class; in realtà a vincere è semplicemente la razionalità, dati gli incomparabili vantaggi in termini di costi, salute, praticità e rispetto dell'ambiente che si concentrano in questo semplice e geniale mezzo di trasporto.


Link all'articolo

martedì 24 febbraio 2009

Sicurezza notturna

I molti incidenti che coinvolgono ciclisti scoraggiano l'uso del pedale. Tuttavia molti non rispettano le pur minime misure di sicurezza obbilgatorie, come le luci, per non dire di altri dispositivi semplicissimi, economici e straordinariamente efficaci per essere visti. Un po' di cultura della sicurezza ridurrebbe gli incidenti e al contempo farebbe avvicinare più gente a questo mezzo di locomozione sostenibile.



Rivoluzione semplice e multimobilità: BUS+BICI



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La rivoluzione semplice si fa sfruttando al meglio quel che c’è. Il sistema più integrato è quello treno+bici, ma visto che lungo il Salinello non c’è la ferrovia proviamo a dare uno sguardo ad una “multi mobilità” meno diffusa ma semplicissima ed economica: bus+bici.

Le foto parlano dal sole…

In Liguria intanto esistono navette per cicloamatori.

In Romagna fanno anche di meglio...
E a Trieste sono operativi anche sulle linee urbane.
E persino Roma si da una mossa!
Non solo Nord: nel Salento il sistema integrato treno+bus+bici










venerdì 20 febbraio 2009

La rivoluzione semplice: un'esempio dal Vomano

Di recente l’amministrazione comunale di Pineto ha chiuso al traffico motorizzato una strada sterrata che risale il lungofiume fino al confine comunale, per una lunghezza di 4km.
Il Comune vuole così fermare l’incivile pratica di utilizzare queste zone poco frequentate come discariche abusive, fenomeno peraltro diffuso lungo quasi tutti i corsi fluviali.
In tal modo è stata creata una ciclabile de facto, che per essere meglio fruibile richiederebbe interventi iniziali minimi, come uno strato di ghiaia –per evitare il fango nei periodi piovosi- e segnaletica adeguata, oltre naturalmente alla rimozione dei rifiuti.
Inoltre questa strada è solo un piccolo tratto di uno sterrato che risale il corso del Vomano fino a Fontanelle, dove si attraversa un ponte per proseguire con un nuovo sterrato sulla sponda opposta fino a Castelnuovo. Si tratta quindi di una ciclabile potenziale di ben 20km, che interessa numerosi nuclei abitati e che si raccorda naturalmente al Corridoio Verde Adriatico del litorale, che attualmente collega la foce del Vomano a Pineto fino alla torre di Cerrano, e che presto raggiungerà Silvi e Roseto con il ponte sul Vomano già programmato dalla Provincia.
C’è da sperare che l’amministrazione di Pineto, tra le più attente e attive sul fronte della mobilità ciclabile, sappia cogliere quest’occasione nata casualmente da un problema di igiene ambientale.
Potrebbe essere un caso esemplare che farebbe scuola anche per le altre vallate fluviali, Salinello incluso: in alternativa a costosi progetti di ciclabili da realizzare da zero si potrebbero valorizzare percorsi sterrati esistenti, ed attrezzarli per stralci sia in estensione sia per livello di attrezzature. In tal caso si potrebbero realizzare importanti progetti con fondi minimi, per stralci anche annuali, senza la necessità di attendere anni perché vengano assegnati fondi dall’alto.

Link all’articolo su abruzzesistica

venerdì 16 gennaio 2009

Bici contro il petrolio: una rete ciclabile per ridurre la dipendenza da petrolio, contro il Centro Oli e le trivellazioni nel teramano

Che legame ci può essere tra un coordinamento per le ciclabili e il no al Centro Oli di Ortona e alle trivellazioni petrolifere nel teramano? Molto più di quanto non sembri.

Infatti la riconversione del modello di mobilità dall’auto privata verso un’intermodalità composta da bici+mezzi pubblici è uno dei fronti della lotta alla dipendenza da petrolio.

Se la bici non è vista come semplice strumento di passeggio domenicale –che è già un progresso rispetto alla Mercedes “da parata” domenicale sul lungomare- ma come strumento sistematico per gli spostamenti casa-scuola, casa –lavoro e per fare acquisti allora diventa una seria alternativa; e per far questo occorrono da un lato la diffusione di un’adeguata cultura della mobilità sostenibile per modificare i comportamenti, dall’altro una rete ciclabile che permetta di pedalare in tutta sicurezza e comodità.

Certo la mobilità è solo uno dei fronti anti petrolio, assieme alla razionalizzazione-riduzione dei consumi, che permetterebbe anche di ridurre i rifiuti e le relative discariche, oltre al tema centrale della produzione energetica.

Nei numerosi dibattiti portati avanti anche da Legambiente e WWF contro il Centro Oli si ribadisce la necessità di puntare sulle energie alternative, come quella che si terrà oggi, 16 gennaio, ad Ortona:

“Una conferenza che ricorderà e riproporrà con i presidenti di WWF e Legambiente Dante Caserta e Angelo Di Matteo, che il futuro ci impone di uscire dall' economia che avvelena e distrugge, per uno sviluppo reale e una economia del rispetto per le generazioni future e quindi della terra, puntando sulle energie alternative(v. pagina web).

È tempo che le popolazioni diventino protagoniste responsabili e informate del proprio futuro, e che vengano quindi interpellate nel dibattito su scelte fondamentali per il futuro dei territori e del pianeta intero.

È necessario ragionare apertamente e senza pregiudizi sulle strategie energetiche, nella speranza che si punti finalmente, e non solo a parole, sulle energie rinnovabili.

Infatti dire no al petrolio in casa propria vuol dire continuare a bruciare petrolio raffinato senza alcuna cautela ambientale nei paesi più poveri del mondo, e nel contempo continuare ad alterare l’equilibrio climatico globale che colpirà “democraticamente” tutti gli abitanti del pianeta.

Alessandro Tursi

lunedì 12 gennaio 2009

Realizzare la ciclabile del Salinello con una lotteria: un esempio dal Regno Unito

C’è una doppia buona notizia da oltremanica, piuttosto datata –è del 2000-, ma che potrà essere di utile stimolo ed esempio per la nostra situazione: nel Regno Unito per l’inizio del millennio è stata inaugurata una rete ciclabile di 8.000km, e finanziata con i proventi di una lotteria.

In Italia attualmente i comuni procedono in ordine sparso con il finanziamento e la realizzazione di ciclabili urbane, cui si aggiungono spesso le provincie, come nel caso teramano, che coordinano progetti territoriali mediante opere di connessione intercomunale, quali i ponti ciclopedonali. L’opinione pubblica è ormai decisamente favorevole a queste opere, che pertanto portano voti e quindi salgono nella graduatoria delle priorità amministrative.

Certo ci sono anche altri “attori”, come i fondi europei FAS, e le leggi nazionali che obbligano e incentivano la ciclabilità.

Tuttavia l’esempio britannico suggerisce che un ulteriore “motore” è possibile, ossia il finanziamento volontario, in questo caso organizzato e incentivato attraverso una lotteria.

Sarebbe auspicabile anche l’organizzazione di lotterie-sottoscrizioni locali, ad esempio con la sponsorizzazione di strutture ricettive –messa in palio di soggiorni- e commercianti, che mattano in palio bici (elettriche, da corsa, mountan bike, city bike), oltre a premi minori sempre a tema: esistono moltissimi accessori di sicurezza e glamour per le bici e il relativo abbigliamento tecnico.

I comuni di riferimento sarebbero i garanti e i beneficiari dei versamenti, preventivamente vincolati alla realizzazione di specifiche ciclabili.

In questo quadro impianti di depurazione, trattamento rifiuti e produzione di energie rinnovabili del fondovalle potrebbero giocare un ruolo importante: verserebbero delle royalty che andrebbero non nel calderone della fiscalità generale del Comune, bensì nel conto corrente in cui confluiscono anche i proventi della lotteria, quindi costituendo una royalty di scopo tesa al miglioramento ambientale proprio di quello specifico ambito territoriale e ambientale su cui insistono tali infrastrutture.

Speriamo che arrivino altre segnalazioni e idee per mettere a punto questa iniziativa capace di smuovere le acque in tempi brevi: quasi certamente gli amministratori non potrebbero tirarsi indietro dal cofinanziare iniziative e fondi che vengono direttamente dalla buona volontà dei cittadini.


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giovedì 8 gennaio 2009

Ciclabile Val Vibrata

Sembra che con l’avvicinarsi del completamento della ciclabile costiera fioriscano ora i progetti di ciclabili lungo i fondovalle, veri assi di penetrazione verso l’entroterra.

Oltre alla Teramo-mare, al cui coordinamento rinviamo nell’elenco dei link a fianco, e ai progetti della Ascoli-mare –v. link Adb Ascoli- ora è la volta della Val Vibrata.

Nella notizia cui rinvia il link qui di seguito sui parla di un progetto del costo stimato complessivo di 12 milioni di Euro. Tra gli aspetti più interessanti e innovativi vi è la collaborazione con Federalberghi e Cofcommercio -consce della valenza turistica dell’infrastruttura-, con il Ruzzo –gestore dei depuratori localizzati quasi esclusivamente nei fondovalle- e soprattutto con la Poliservice, società che si occupa del servizio rifiuti nella Val Vibrata. Sarebbe interessante conoscere meglio i termini di tale collaborazione, ma si tratta di un modello certamente da imitare e sviluppare: depuratori, impianti di trattamento rifiuti, come anche impianti di produzione energetica, non possono più essere demonizzati, ignorati o vietati come lazzaretti: energia e rifiuti sono la A e la Z del nostro consumismo, quindi dovremmo imparare a rendere meno impattante il nostro stile di vita, con meno consumi di energia e di beni, e quindi con minore produzione di rifiuti.

È ormai tempo che si faccia adeguata e corretta informazione sulle tecnologie energetiche, rinnovabili in primis, e dei rifiuti perché le comunità locali possano andare oltre i “comitati del NO”, partecipando attivamente, consapevolmente e democraticamente –vale il voto di ognuno e non solo di quelli che urlano di più- per giungere in modo condiviso a scelte fondamentali e ormai improrogabili che riguardano il bene delle comunità locali e il futuro del pianeta.


Link articolo del Corriere Adriatico